Dal rimborso delle spese d’istruzione al welfare di territorio

Luca Furfaro | 12/02/2019
Dal rimborso delle spese d’istruzione al welfare di territorio

Si sa, l’istruzione è uno dei più importanti strumenti di sviluppo economico e commerciale; scopri le iniziative con cui il welfare interviene per incentivarla!

Al Festival di Sanremo 2019 trionfa Mahmood cantando: “Volevi solo soldi soldi”, invece abbiamo già visto come a volte si possa arrivare al medesimo risultato con l’utilizzo di valori. Uno dei valori dei quali vorrei parlare in questo intervento è l’istruzione.

Le iniziative di welfare aziendale possono essere anche legate ad attività di formazione ed educazione. Il comma 2, lettera f- bis del Tuir recita:

"Le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte dei familiari indicati nell’art. 12, dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio a favore dei medesimi familiari."

Tale articolo si riferisce alle spese sostenute per specifiche finalità di istruzione:

  • Le tasse sostenute per l’iscrizione agli asili nido per la custodia dei figli
  • Le tasse scolastiche sostenute per l’iscrizione a scuole materne oltre che ai corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria o secondaria di 1° e di 2° grado, e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute, in Italia o all'estero;
  • Le tasse universitarie
  • ·      Le tasse sostenute per l’iscrizione al Conservatorio quando lo stesso è equivalente ad un liceo
  • Servizi di mensa connessi
  • Libri di testo scolastici
  • Iscrizione e soggiorno per centri estivi e invernali
  • Ludoteche 

Dobbiamo inoltre, svecchiare e ampliare la visione rispetto a queste iniziative; quello che oggi è uno studente con borsa di studio domani può diventare un lavoratore qualificato dell’azienda.

Ampliare il raggio di visione può voler dire investire in una più ampia prospettiva di welfare di territorio, creando il terreno fertile per seminare il futuro della propria azienda.

Sappiamo come oggi le aziende debbano essere pronte al cambiamento, e sappiamo anche quanto sia diffuso il mismatch tra la domanda e l’offerta di lavoro. Lavoratori ultra-qualificati in un settore finiscono a svolgere un’attività che ne richiederebbe altre. Oppure lavoratori non qualificati che devono, con grandi investimenti aziendali, essere formati per svolgere determinate attività.

E allora perché non avvicinare le aziende e le scuole con aiuti per gli studenti più meritevoli?

Inoltre, anche nel caso in cui la borsa di studio non abbia un ritorno diretto, la stessa creerà un ambiente favorevole allo sviluppo economico e commerciale.

D'altronde Nelson Mandela affermava che l’istruzione è l’arma più potente che puoi usare per cambiare il mondo.

Luca Furfaro

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.

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