Chiedimi se sto bene!

Luca Furfaro | 05/07/2019
Chiedimi se sto bene!

Uno dei punti forza del Welfare è l'ascolto: creare un gruppo stabile di ascolto e di confronto sulle tematiche legate al benessere lavorativo permette di conoscere i bisogni e le problematiche dei dipendenti e di aumentare, quindi, lo spirito di appartenenza e la sensazione di essere compresi e ascoltati dall'azienda.

La vita è un sogno, o i sogni aiutano a vivere meglio?

Questo contributo inizia con una domanda marzulliana per cercare di comprendere come un progetto di welfare, anche in fase iniziale, possa già essere una modalità per portare il benessere in azienda.

In particolare, possiamo dire che la fase di analisi e di coinvolgimento dei lavoratori può essere una prima attività di welfare, o ancor meglio di wellbeing. Ma come creare questa fase di ascolto?

Spesso, abbiamo detto come il welfare debba soddisfare e rispondere ai bisogni dei dipendenti, e che per arrivare a conoscere tali bisogni esistono diverse modalità (focus group, questionari…).

Una modalità che però si può fondere in un processo di wellbeing è quella della creazione di un gruppo stabile di ascolto e di confronto sulle tematiche legate al benessere lavorativo.

Ascoltare i bisogni dei dipendenti e trasferirli al management, che a sua volta cerca di creare le misure adatte a rendere il luogo di lavoro migliore, attraverso l’attivazione di nuovi benefit, incontri e servizi per mantenere un alto livello di benessere in azienda.

Ma il coinvolgimento è già una misura di welfare, ed è già una modalità per aumentare la produttività dell’azienda.

I dipendenti coinvolti nell’impresa si identificano completamente con la stessa e con la missione dell’azienda, inoltre:

  • Sono motivati a proteggere la propria organizzazione.
  • Sono motivati al raggiungimento degli obiettivi aziendali.
  • Provano piacere per le vittorie dell’azienda.
  • Diventano i primi “ambasciatori” dell’azienda.

Il confronto quindi crea nuove idee di sviluppo del welfare aziendale, ma è anche una forma di wellbeing dando una possibilità di ascolto sulle problematiche aziendali.

Tale politica può essere portata avanti attraverso un gruppo di lavoratori, che a rotazione si incontra per confrontarsi e sviluppare nuove idee; un percorso semplice ma che aumenta lo spirito di appartenenza e la sensazione di essere ascoltati e capiti dall’azienda.

Il confronto, guidato da dei moderatori opportunamente formati, può rivelare problematiche non analizzate e che possono, con semplici iniziative, portare a grandi risultati. Inoltre, in questo modo, il processo di creazione, di gestione e di monitoraggio del clima aziendale è costante. Ulteriore beneficio è anche dato dal possibile confronto di esperienze tra i lavoratori che possono trovare soluzioni comuni o aiutarsi reciprocamente.

Possiamo quindi dire che la ricerca del benessere è essa stessa benessere.

Luca Furfaro

Luca Furfaro

Consulente del lavoro con proprio studio, assiste le aziende nella gestione delle risorse umane. Iscritto all’Ordine dei consulenti del lavoro di Torino, laureato in scienze politiche all’Università degli studi di Torino, partecipa a convegni in materia giuslavoristica e scrive per alcune testate specializzate in materia lavoro. È stato docente per il Master in consulenza del lavoro organizzato dall’Università degli studi di Torino. Autore del libro “L’esperto in tasca – Fisco lavoro e Previdenza, Le novità del 2017” edito da Itedi, ha contribuito al libro “Non Bastavano i buoni pasto” ed è stato Autore del Libro “Decreto dignità – Le questioni controverse” edito da Giuffrè editore nel 2018.

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